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9月28日 Cose (mai?) viste... [Riflessioni pre-partenza]Mi capita spesso, nel corso dei miei molteplici viaggi mentali, di fermarmi su di un pensiero che mi appare sostanziale, se non vitale (nel senso di caratteristico dell'esistenza umana, o almeno della mia): come, ma soprattutto quanto, le persone ci sfuggano.
(e come tra l'altro, finiamo sempre per inseguire, troppo spesso anche disperatamente, ciò che non possiamo avere...ma è poi realmente così...?)
Sembra quasi che Amare sia un crimine, che alla fine dei conti sia davvero la cosa più difficile del mondo e che dietro frasi come "ma dai, stai tranquilla, prendila così come viene..." si celi in realtà un nodo intricatissimo di difese, forse troppo complicato da sciogliere nonostante tutte le (tue) buone intenzioni e la (tua) disponibilità.
La domanda (o le domande) che sono giunta a pormi, rispetto a tutto questo, sono:
Se io Amo una persona, quali sono effettivamente gli ostacoli alla mia possibilità di concretizzare i miei sentimenti?
La distanza geografica può davvero costituire un impedimento a che si possa voler bene ad una persona?
E il fatto che questi ostacoli io proprio non riesca a vederli, malgrado tutti i miei sforzi, dipende dalla mia inconsapevole ed estrema ingenuità o forse dall'ancor più estrema tendenza altrui a complicare cose che nella pratica potrebbero risultare, anzi, sono semplicissime (o almeno più semplici di quanto vogliamo credere)?
E ancora, come comportarsi quando ci si sente dire "non posso, non ce la faccio...ma..." ?
Ovviamente penso sia più che giusto rispettare i limiti altrui e ritirarsi di fronte a quello che sembra un onesto riconoscimento, per non incorrere nel rischio di risultare oppressivi con quella che, se dal proprio singolare punto di osservazione è una dimostrazione spontanea di affetto, dall'altro lato può risultare una soffocante ed esorbitante esternazione di sentimenti, che non si ha la voglia e/o la forza di ricambiare.
Purtroppo c'è quel "ma" che ti frega...c'è una presenza che, dal vivo, non si nega mai...e allora mi chiedo: dire 'non posso' da lontano e poi ricercarti a distanza ravvicinata non rappresenta forse una forma sottile e crudelissima di tortura? Non equivale in qualche modo a dire: "io non ti dico no, se vuoi troncare devi farlo tu..."
Ma come potrei farlo, mi chiedo, se non ho alcun interesse ad allontanarti visto che, al contrario, vorrei averti accanto...?
Cosa costa dire No, se si è convinti di ciò che non si vuole...?
E' un No che di persona sembra impossibile da pronunciare, tanto irresistibili appaiono i sentimenti che ti travolgono al momento...ma quando i kilometri di distanza cominciano ad aumentare, la vampa dei sentimenti comincia a calare d'intensità e chiudersi in un silenzio comunicativo freddo, tagliente e disumano diventa via via più facile...laddove, al contrario, per chi un contatto l'ha instaurato permettendoti di entrare nella sua vita, la distanza non è che un catalizzatore di quel sentimento di mancanza che, crescendo progressivamente, procede lentamente nel suo logorante lavorìo di erosione interna...
E nemmeno l'onestà paga, a quanto pare, quando sin dall'inizio, in un momento in cui il coinvolgimento emotivo è più vicino allo zero, chiedi di non procedere oltre se non si è sicuri, perchè un ulteriore coinvolgimento non può fare che male...e venir meno in un momento successivo comporta uno sradicamento interno troppo doloroso...quello stesso sradicamento che ora mi ritrovo a dover affrontare. Di nuovo, ma come se fosse la prima volta.
Non si impara mai dai propri errori...è una cosa difficile, sembra, così come difficile per gli altri sembra essere il poter fare ricorso al buon senso, offrendo un pò di rispetto umano ad una persona che ti chiede semplicemente di non farla soffrire, se già sai fin dove puoi (vuoi) spingerti e che questo dove non si estende più in là di un certo confine.
Mi pongo questi quesiti, che mi appaiono così privi di risposta da risultare quasi esistenziali (al pari dei "classici": chi siamo? cosa ci facciamo su questa terra?) ma spero sempre (anzi, voglio credere con tutta me stessa) che una risposta in realtà esista, c'è, è lì.
Devo soltanto compiere un lieve cambiamento di prospettiva, un piccolo sforzo in più, per trovarla.
In sostanza devo 'salire sull'albero'...
...e mi ritorna in mente un vecchio adagio...: Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti...
9月7日 Ri-AnimazioneEd eccomi qui,
a scrivere di nuovo, in una maniera forse più personale, meno ermetica, distante.
Scrivo, dopo due mesi trascorsi in un villaggio a correre dietro bambini sempre troppo frenetici, a disegnare senza sosta cartelloni e a tener testa ad un capoanimatore mai stanco di muovere rimproveri e rivolgere provocazioni.
Dovrei parlare di quanto sia stata fantastica quest'esperienza, di quante persone ho incontrato, di quanto mi resteranno dentro sebbene il mio cuore indurito al momento abbia fatto finta che ognuna di loro non fosse che un'immagine sbiadita e distorta passata fulminea davanti allo sguardo, distratto.
Potrei farlo, se sentissi di avere le parole adeguate ad esprimere tutto il miscuglio ancora confuso di emozioni e sensazioni che si agitano dentro di me.
Purtroppo tutto ciò a cui riesco a pensare, ironicamente, è con quanta facilità si finisca per introdursi nelle stesse situazioni ogni volta, si finisca per ripercorrere sempre le medesime strade, ripetere sempre gli stessi copioni, sebbene le facce che ci si trova di fronte siano ogni volta diverse.
Tecnicamente è chiamata "nevrosi del destino", ne parlavo qualche giorno fa con Salvatore....ma questa definizione da manuale, per quanto possa risultare rassicurante per molti - che si affannano ad inscrivere gli eventi entro categorie chiuse - nel mio caso non riesce a farmi sentire meno stupida...
...è come un criceto, che si accorge di girare, eternamente girare senza posa...vorrebbe fermarsi, ma una forza invincibile glielo impedisce. Sarà quella di inerzia...? Bah. Fatto sta che a renderti conto che continui a girare senza un valido perchè non puoi che sentirti un cretino.
Conosci una persona, ti lasci coinvolgere, stravolgere, ti metti in gioco, rischi tutto...e perdi. Purtroppo.
(A porre un ostacolo, ancora una volta, la solita distanza...reale e virtuale, emotiva e mentale...una scusa, per non guardare in faccia i propri demoni)
Peccato...tenta ancora, la prossima volta potrebbe essere quella giusta.
Una monetina a me, una a te....
[Nel frattempo hai collezionato l'ennesima cicatrice, sovrapposta a quelle già accumulate, vecchie e rugose, e come queste altrettanto difficile da rimarginare]
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