| Sara 的个人资料○.•°*°•.~Memoir Of The F...照片日志列表 | 帮助 |
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4月29日 Tutto accadde un dì...Ho imparato a ferire e ad essere ferita,
ma soprattutto
ho imparato a ri-conoscere entrambe.
In me e negli altri.
Ho imparato che a volte si può perdere,
ma che non sempre la cosa risulta negativa.
Ho imparato che spesso bisogna lasciare
e lasciar andare
e che non esistono motivazioni che possano giustificare
l'uno e l'altro.
Semplicemente senti che a volte è giusto così
e che a volte non può essere altrimenti.
Ho imparato che voler bene
non sempre significa fare del bene.
Che spesso si fa più bene
facendo(si) del male.
Mi auguro che tutto questo possa servirmi, un giorno.
A sbagliare ancora
e a riconoscerlo, ogni volta.
Per migliorarmi. Sempre.
Si spera.
4月21日 L'URLO dei Miei SILENZI
Sono stufa della gente che mi lascia parlare a vuoto perchè non tollera quello che dico
è una cosa avvilente
magari si mettono a fare altro
poi i sensi di colpa li spingono a darti di nuovo retta
ma tu nel frattempo hai perso il filo e tutti contenti
(loro) a te resta solo la rabbia in corpo riesco solo a sentirmi dire che sono "pesante" ma sinceramente ancora non capisco dove sbaglio sarà che sono tarda, forse.
4月20日 Le mie parole sono sassi...
4月17日 ...Chi noterebbe un albero in una foresta?Ditemi,
si può vivere tutta una vita masticando pane e rabbia?
Domanda retorica è quella che ha in sè già la risposta.
Se è così allora spengo la luce.
La Terra continuerà a ruotare
Tutto sommato.
4月14日 Sand_girlCom'è dura l'attesa di un giorno, di un'istante...
L'attesa della fine.
Ti vien voglia di finirla qui, adesso.
Di cercare disperata una reazione
un pò d'attenzione.
Una parola,
un gesto,
una presa.
Che sai non ci sarà.
E allora attendi.
Fremi.
Le cellule corrono impazzite,
i piedi restano cementati al suolo.
Adesso lo faccio...metto un punto...
NO. Devo attendere.
E' tutto ciò che mi resta da fare.
Per amore di me stessa.
Resisto. Ancora un altro pò.
...E fuori piove....
Abbiamo solo noi stessi.
E’ una cosa che si dimentica sempre troppo facilmente, e forse neanche tanto per caso. Le persone entrano ed escono dalla nostra vita con la rapidità di una cometa, e a noi tra le mani non resta che un cumulo di brillante polvere luminosa, destinata a spegnersi nel tempo, si spera.
E passi i giorni a barcamenarti tra le trincee che erigi contro il dolore che ti è stato inferto, o che potrebbe esserti inferto, lasciando così dall’altra parte del muro anche il bene che potrebbe esserti donato e che questi altri si sforzano di mostrarti e offrirti, dicendoti che in fondo la vita non è poi tutta da buttare. Che non tutti si rendono ciechi e sordi.
Ma la fiducia è così dura da concedere e altrettanto facile da riprendere…e quella mano gentilmente tesa potrebbe rimanere sospesa in aria in eterno. Ma tu sai che non è così, sai che prima o poi quella persona abbasserà il braccio portandolo al fianco in segno di evidente rassegnazione e solo allora saprai interpretare quel gesto come un ulteriore conferma alle tue convinzioni, come l’ennesimo rafforzamento della tua diffidenza. L’handicap della tua comunicazione si radica, si calcifica. Da malessere passeggero diviene malattia cronica.
Dall’altro lato però c’è anche chi a tenderti una mano non ci pensa proprio: attende che sia tu a farlo, quasi fosse un dovere, quasi fosse un atto dovuto, per quanto è scontato. Ed è anche da qui che la tua paura trae copioso nutrimento…e la tua mano gentile, stavolta, si trasforma presto in arma per fare del male, lo stesso dolore che senti esserti piantato dentro lentamente con gelida, atroce crudeltà, attraverso la lama tagliente e incorruttibile dell’Indifferenza.
Eppure uno scampo c’è: essere dentro e fuori. Vicini ma mai troppo. Tuttavia nel tentativo di essere tutto e ovunque alla fine sembra di non essere niente.
Uff, quant’è difficile…
4月9日 La Bestia nel Cuore......Pensavo così, distrattamente, in questa serata di fine pasquetta che tra poco volgerà al termine.
Tutti abbiamo una Bestia, nel cuore.
In principio credevo fosse la Rabbia. Che cieca e avida ti divora, lentamente. Ti fa a brandelli l'anima, riducendoti ad una pietosa, irriconoscibile poltiglia di te stesso, rendendoti schiavo della tua stessa ombra, dietro la quale spaventato ti nascondi rifuggendo quel pallido ed emaciato riflesso di te stesso che non hai più il coraggio di guardare, lì, mentre implorante ti fissa dallo specchio.
Oggi invece penso sia la Solitudine. O almeno è questa la mia Bestia, oggi.
"Abbiamo sempre bisogno degli altri". Una schiacciante verità cui per amore o per forza non possiamo sfuggire.
Mi risuonano in mente queste parole, pronunciate non più di 5 ore fa da una persona che ironicamente si dimostra incapace di stare in compagnia di se stessa per più di 5 minuti. Mi rimbombano nelle orecchie ancor di più mentre davanti (o dietro) gli occhi scorrono nuovamente le immagini catturate questa sera lungo la strada che mi riportava a casa, dentro un vagone inaspettatamente affollato vista la giornata particolare e l'ora non ancora troppo tarda, quando non c'è più molta luce per potersi guardare bene in viso senza l'ausilio dell'illuminazione artificiale nè è ancora troppo buio perchè il richiamo di calde lenzuola cominci a farsi sentire, invitante.
Ebbene oggi, nel mezzo di una folla di persone, compagne del mio breve intenso viaggio, ho potuto sperimentare la duplice sensazione di isolamento/affiliazione. Gelida e dura la prima. Dolce e appagante la seconda.
La mia bestia l'ho portata con me. Ho lasciato che le porte della sua cella si aprissero consentendole finalmente di uscire, accompagnata dalla desolazione e dalla rabbia che inevitabilmente si lascia dietro e che altrettanto inevitabilmente porta con sè.
...Forse la mia ipotesi iniziale non era poi così errata.
4月2日 Evribodi s ful
Non capirsi è terribile
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