| Sara's profile○.•°*°•.~Memoir Of The F...PhotosBlogLists | Help |
|
March 30 Non ci sono più gli uomini di una volta...(quelli di celluloide, almeno)Non mi vergogno ad ammetterlo...adoro il film che ha questa canzone come colonna sonora!!!! (per chi non lo sapesse è Dirty Dancing)!!!!!!!!!! Ce ne fossero di uomini così.....ahhhhhhhh.....
(I've Had) The Time Of My Life
Now I've had the time of my life March 26 Giornata di pensieri profondi...("Qualcuno" mi odierebbe, se potesse ascoltarmi ora..!)Le paure dominano la nostra esistenza.
Il terrore di ciò che potrebbe essere ci pervade e ci blocca, impedendoci di agire. E' come guardare in un baratro profondo, di cui non si scorge la fine. Perciò si resta lì sull'orlo del precipizio, col timore che, lanciandoci, finiremmo per farci del male...e non pensiamo che magari lì, alla fine della nostra caduta, potrebbe esserci qualcosa che la attutisce...
...Si riesce sempre a vedere solo il lato negativo delle cose....E' l'antica storia del bicchiere mezzo pieno/mezzo vuoto....mezzo vuoto per i più...
Si desidera sempre ciò che non si ha e si finisce per detestare ciò che già si possiede, considerandolo banale, di poco conto.
Magari sarà una riflessione scontata, ma trovo che sia una legge di natura.
Non c'è niente di più brutto che avere delle idee, dei pensieri per la testa e non poterli condividere con la persona che ti sta accanto. Perchè questa odia l'attività stessa del pensare. Perchè per lei queste sono tutte "puttanate".
E mi viene da pensare all'incompatibilità caratteriale cui tante persone oggi si appellano per giustificare il fallimento di un rapporto....ma esiste poi per davvero...?
La diversità fa parte della vita....allora arrendersi all'incompatibilità non vuol dire in fondo ricercare l'omogeneità in un mondo dominato dalle differenze...?
E' un dilemma da cui credo che non uscirò mai...
...La diversità fa paura...perciò è sempre difficile accettare una persona per quello che è, senza tentare di cambiarla, di ricondurla a qualcosa di più familiare, di più affine al nostro modo di essere...quasi un alter-ego...
Le difese saranno anche salutari, entro certi limiti...ma di fatto ci impediscono di comunicare con le persone che ci circondano, soprattutto con quelle che più ci stanno cuore...
E si finisce per isolarsi, in un modo o nell'altro...
"L'uomo muore solo"....ma sarà poi vero? O piuttosto abbandona il mondo in compagnia delle persone che ha conosciuto in vita e che sono entrate ormai a far parte di lui...?
La solitudine è uno stato interiore e non solo fisico.... Buongiorno vita....!A lungo andare diventa sempre più difficile reggere la tensione che c'è nell'aria.
E' come essere perennemente circondati da un campo magnetico; non lo vedi, ma ne avverti la presenza.
E' dura quando chi ti sta intorno ti scaglia addosso il proprio dolore, la propria rabbia, la propria frustrazione.
Finchè si tratta di una persona sola, anche se con difficoltà riesci a gestire la situazione, e a starle accanto senza troppa difficoltà. Ma quando queste sono tre, la cosa diventa un pò complicata. Soprattutto in circostanze in cui alla loro sofferenza si aggiunge la tua.
Diventa difficile anche solo pensare di poter restare lì ancora per un altro secondo. Finisci per chiederti quand'è che tutto questo finirà e hai solo voglia di fuggire, di andare lontano, di ricominciare da zero. In un luogo in cui nessuno ti conosce e dove non hai necessità di conoscere nessuno.
Eppure resti qui, a sorbirti le lamentele altrui...perchè nient'altro puoi fare...mai reagire, nè con parole nè con atti, altrimenti si alimenta un sadico, interminabile circolo vizioso, dove per l'eternità ci si lanciano reciproci insulti mossi da una rabbia interna e primitiva, che sai non essere dovuta a chi ti sta difronte, ma che ti scava dentro e che hai bisogno di gettare via, fuori, lontano da te, per sentirti più leggero.
Il dolore degli altri ha un peso che non si può spiegare. E' immenso, più del proprio che, in quanto interno, è più facilmente gestibile.
No, quello degli altri è incommensurabile, è dilaniante, sembra non avere mai fine nè limite d'intensità.
E' subdolo, maligno. Pur venendo dall'esterno ti distrugge dall'interno. E' un nemico invisibile che non puoi fronteggiare. Ti consuma a poco a poco e tu non puoi far altro che star lì ad ascoltare, a farti del male, perchè se reagisci sovraccarichi chi con te si sfoga e raddoppi, triplichi, centuplichi il peso di un dolore che già si porta dentro; se tenti di isolarti acusticamente gli fai del male lo stesso, perchè l'indifferenza non passa inosservata, si accorgono che il dolore che ti stanno lanciando contro cade nel vuoto, non trova il contenimento che cercano.
Tutto ciò che ti resta da fare è un pò caricarti della loro rabbia, e un pò fantasticare (per la tua salute mentale)...e immaginare te che ti alzi e, in preda ad uno scatto d'ira afferri la prima cosa pesante che ti capita tra le mani e la scaraventi verso qualcosa di fragile...magari quella vetrinetta lì, in cucina....
Aaahhhhh....che sollievo.... March 25 --------...biiiiiiiiiip...-------- (EEG piatto)In data 25/03/2006 i miei neuroni hanno cessato la loro attività.
Non mi era mai successo prima. Ho sempre creduto nella necessità di pensare alle cose, quando accadono...ora ho capito che pensarci troppo non serve a nulla. E'solo un'attività estenuante. Non porta a niente, soprattutto quando agli eventi non ti puoi opporre, quando c'è poco da fare.
A volte bisogna arrendersi alla realtà dei fatti: vorresti che lui sentisse il bisogno di stare con te ogni giorno (o giù di lì), ma lui dice che questo non può dartelo. Arrenditi, è così e non puoi farci nulla.
E' inutile arrovellarsi chiedendosi perchè, cercando magari una risposta in qualche tuo comportamento sbagliato, in qualche piccola mancanza non vista. E' semplicemente un problema caratteriale, una pura e semplice questione di personalità. E non puoi farci ASSOLUTAMENTE NULLA.
C'è solo la resa o la passiva accettazione ( "é così, ma a me sta bene")
A me però non sta bene per niente. Perciò ho scelto di arrendermi. Mai avrei creduto che un giorno sarei arrivata ad accettare l'immodificabilità degli eventi. Va contro tutti i miei principi.
Eppure non posso fare altro che ammettere che è così. Non ho alternative.
Oggi ci siamo incontrati. Guardarlo non ha mosso in me alcuna sensazione particolare. E allo stesso tempo non mi sono ritrovata più riflessa nel suo sguardo....
"Siamo più che amici..ma meno di una coppia ormai..." Per la prima volta ho potuto leggergli negli occhi che era d'accordo con me...le parole non erano necessarie...non c'è più amore ormai...profondo affetto, quello si...ma ogni gesto, ogni bacio, ogni carezza, sono dettati dall'abitudine più che dal bisogno estremo dell'altro, di stabilire un contatto...
Provo una strana tranquillità....che sia un effetto della rassegnazione?
Mi sento anestetizzata a qualsiasi tipo di sentimento...non mi va più di pensare...lascio che sia il primo impulso a guidarmi nelle mie scelte... March 24 Una canzone che non sentivo da un pò...Che vita è
Ah che bello accarezzarti perdersi a guardarti Con gli occhi di un bambino con gli occhi che hai La neve scende fuori e nasconde i rumori per noi Resta a letto non alzarti che ci penso da me A ingegnarmi a coccolarti a portarti il caffè Su un vassoio con il sole del mattino apposta per noi Che vita e' Ma come ho fatto ieri A fare tutto senza di te Che vita e' Giri nei miei pensieri E un posto ancora vuoto non c'e' Che vita e' Dammi un pizzico dammi un morso Dimmi che un sogno non e' A volte penso per assurdo a fare a meno di te Dritta dritta verso l'impossibile Con i piedi sul soffitto di casa Io passeggio a testa sotto sospesa e resta il fatto Per assurdo che a rovescio mi innamoro di te Che vita e' Ma come ho fatto ieri A fare tutto senza di te Che vita e' Giri nei miei pensieri E un posto ancora vuoto non c'e' Che vita e' Dammi un pizzico dammi un morso Dimmi che un sogno non e' Che vita e' Giri nei miei pensieri E un posto ancora vuoto non c'e' Che vita e' Dimmi che un sogno non e' March 18 Considerazioni attualiOrmai ho rinunciato a lottare perchè le cose vadano come voglio io...preferisco stare qui e aspettare che seguano il loro corso...qualunque esso sia...tanto in un modo o nell'altro comunque vanno avanti...comunque si vive...
Basta cercare di convincere le persone che i rapporti si costruiscono (almeno) in due, che non è solo una questione anatomica, che a volte (spesso, per me) c'è bisogno d'altro....quello che qualcuno chiama "puttanate"...un abbraccio, una carezza, una parola di conforto....ma forse sono davvero tutte cose inutili...
Ho fatto di tutto per non fiinire col diventare quello che purtroppo oggi mi ritrovo ad essere...una persona ostile, cattiva, arrabbiata, con chiunque indiscriminatamente...volevo essere serena, felice nei limiti del possibile...non ci sono riuscita...non riesco neanche a fare un bilancio, per distribuire le colpe, com'è giusto che sia.
Una volta la credevo così,mi illudevo che l'equa attribuzione di colpe potesse essere in qualche modo un sollievo; ma ormai la trovo solo una pratica inutile. Tanto soffri lo stesso, anche se la colpa non è tua.
"God will give me justice"...Sarà davvero così..?
...Chissà...Sta di fatto che a tutt'oggi sono io che non riesco a darla a me stessa... March 02 Lascio la mente libera di vagareFinalmente dopo tanto tempo torno a scrivere!! Era da un pò che non sentivo il bisogno di farlo, ma ora avverto proprio la necessità di mettere un pò d'ordine tra i pensieri che mi si affollano nella mente, per tirare un pò le somme di un capitolo che sta per concludersi e consentire così ad uno nuovo di cominciare. In questi ultim i tempi le cose non sono andate un granchè...lo studio è stato un pò fiacco...sì devo ammetterlo, per quel pò che ho fatto i risultati sono stati ampiamente soddisfacenti, ma nonostante questo non riesco a sentirmi completamente appagata... ...Ripenso a quelle persone che lottano, sudano e ogni volta che tornano a casa con un bel votino, magari un trenta, festeggiano ballando la samba...beh, io certo non sono il tipo da trenta fisso, ma se anche ho la fortuna di ottenere un buon risultato ad un esame, non me la sento proprio di esultare, anche perchè non mi sembra di aver fatto nulla di eccezioinale in fondo...resto sempre convinta che l'importante è ciò che riesci a trarre da quello che studi sui libri, e questo di certo non è dato dalla valutazione di un professore universitario, positiva o negativa che sia. Poco fa pensavo a quei ragazzi, migliaia nel mondo, che si attaccano come telline allo scoglio a quei maledetti giochi di ruolo live...per carità sono pure divertenti, ma solo se usati con moderazione...purtroppo a lungo andare generano assuefazione in chi vi prende parte..e allora magari ti trovi ad assistere al cambiamento radicale di una persona che conosci, che ha scelto di partecipare attivamente a giochi di questo tipo...magari non tanto radicale, però parecchio evidente... Credo che per essere risucchiato nel magico mondo dei role-playing games è necessario avere un particolare carattere di base: emotivamente abbastanza chiuso, tendente alle relazioni tormentate (fin quasi a rasentare il masochismo), eterna vittima degli eventi e perenne perseguitato (della serie "Sono gli altri che mi vogliono male"). Penso che questi siano i tratti che accomunano tutti coloro che si ritrovano in uno stanzino di un qualche locale a far finta di essere personaggi fantastici come maghi, stregoni, elfi o addirittura vampiri. Lungi da me qualsiasi tipo di critica, si intende. So che qualcuno potrà obiettare che sognare fa bene e che chi mette al bando attività di questo tipo in realtà si scaglia contro l'attività stessa del fantasticare. Ebbene, sono d'accordo con queste persone. Ciò che sostengo, tuttavia, è che sognare ad occhi aperti a lungo andare può rivelarsi un'arma a doppio taglio, perchè nel mondo che si costruisce nella propria mente si può rimanere intrappolati. Perchè questo, man mano che si arricchisce di immagini e di particolari diviene così bello, così appagante, così perfetto che il mondo reale finisce col non piacere più. Per questo parlo di moderazione. Purtroppo non è possibile stabilire "quanto è giusto sognare" per non rischiare di allontanarsi troppo coi piedi da terra (anche perchè credo che questa sia una misura soggettiva); l'importante comunque è non perdere di vista il sottilissimo confine che separa la realtà dalla finzione. Una volta oltrepassato, è poi troppo difficile tornare indietro. Tutti questi ragazzi che mostrano tanto entusiasmo anche solo all'idea di vestire panni non propri, di personaggi magici e onnipotenti, in realtà credo vogliano sperimentare il senso di appartenenza ad un gruppo, così come la possibilità di rompere, seppur per un breve periodo, i legami con una vita che appare ai loro occhi vuota, dolorosa e priva di senso. Trovo che svolgere in gruppo attività di questo tipo e voler condividere sentimenti ed emozioni sia positivo, ma solo se questa si rivela essere un'esperienza costruttiva, volta ad arricchire il proprio bagaglio personale e non un altro modo per evadere la realtà che, seppur dolorosa, resta pur sempre il mondo in cui dobbiamo vivere, l'unico in cui possiamo farlo. Perciò è bene farlo fino in fondo. L'InquietudineQuando il buio scende io mi siedo qui Libero la mente che va via e così Guardo l'universo sento il suo fruscio Sembra un manifesto dove sono anch'io Si distende su me una calma che va Oltre le cose oltre le attese Oltre me oltre noi Le mie difese Oltre le cose le mani chiuse Su di me quando c'è L'inquietudine È notte quando il vento muove la foschia Seguo i lineamenti della vita mia Il silenzio dentro non spaventa più Ai suoi rami appendo la malinconia Si distende su me questa calma che va Oltre le cose oltre le attese Oltre me oltre noi Le mie difese Oltre le cose le mani arrese Oltre me quando c'è L'inquietudine L'alba mi dipinge dice ancora si E le mie speranze le ritrovo qui Oltre le cose le lunghe attese Oltre me oltre noi Oltre l'immenso E quando ti penso in te mi anniento Sento che spazzi via L'inquietudine L'inquietudine L'inquietudine L'inquietudine |
|
|